Attualità

04
2025

Imperia cerca un passaggio a Nord-Ovest

di Gilberto Manfrin · N.04 - 2025
Lavori in corso sul versante francese del tunnel di Tenda in Val Roja [Foto: Anas]

D al basso Piemonte alla vicina Francia, i collegamenti con il Ponente Ligure continuano a rappresentare un ostacolo al normale svolgersi dei rapporti tra tre territori che da sempre vantano storicamente un legame naturale sul triplice fronte economico, turistico e sociale. E se la riapertura del tunnel del Tenda è sembrata finora più che altro uno specchio per allodole e nubi scure si profilano all’orizzonte, ora anche la frontiera con i cugini d’Oltralpe preannuncia un 2026 portatore di ancora più spiacevoli sorprese.



Tenda, un’apertura a singhiozzo con lo spauracchio della chiusura

Dopo anni di attese, promesse e inaugurazioni a metà, il territorio potrebbe ancora una volta avere a che fare con nuove chiusure: da alcuni rumors trapelati da un sopralluogo di metà novembre, sembrerebbero certi almeno una ventina di giorni di semaforo rosso, se non di più, nel 2026. E ci sarebbero già le date: primo stop dal martedì dopo Pasqua (7 aprile), il secondo più in là, in autunno, per ultimare i lavori di due tornanti che conducono al nuovo ponte sul Rio della Cà, in prossimità dell’imbocco francese del tunnel. Ma al di là delle chiusure, la verità è che i lavori proseguono ancora a rilento. Lo stesso sopralluogo, effettuato dalle commissioni tecniche italiane e francesi alla presenza del commissario straordinario Nicola Prisco, da rappresentanti dell’azienda Edilmaco che ha in carico i lavori e da amministratori dei Comuni che compongono il Comitato di Monitoraggio, avrebbe nuovamente messo in luce un ritardo nella realizzazione delle opere complice anche la difficoltà con cui si riesce a reperire personale.


Lo stato dell'arte sul versante francese del Tenda

E sebbene le istituzioni continuino a parlare di “cronoprogrammi rispettati”, sul campo la realtà è diversa: oltre all’assenza di operai, risulta ancora incompleta l’installazione degli impianti, con gli interventi notturni che non si riescono a garantire in particolare per via del freddo sopraggiunto e per la carenza di adeguata luminosità. Ma il punto è un altro: se davvero un’opera pubblica strategica, un collegamento internazionale, resta frenata perché “non si trova manodopera”, vuol dire che si è di fronte a un problema strutturale, non a un semplice imprevisto. E non si può continuare a far finta che sia tutto normale.
Intanto, i sindaci del Comitato di Monitoraggio provano a metterci una pezza: hanno chiesto di modificare le fasce orarie nel fine settimana - venerdì, sabato e domenica - proponendo di estendere l’apertura del tunnel fino alle 23, invece dell’attuale chiusura alle 21. Dal 5 dicembre è in vigore, infatti, l’“orario continuato”: dalle 6 alle 21 tutti i giorni, fino all’11 gennaio. Un’estensione oraria di due ore in più tutelerebbe, a maggior ragione, la stagione invernale e darebbe modo agli sciatori di fare rientro a casa via tunnel con un po’ più di calma e senza correre per poter passare con l’ultimo semaforo verde di giornata. Dal 12 gennaio, infine, l’intenzione è quella di proseguire con due sole fasce, dalle 6 alle 8 e dalle 18 alle 21 fino all’autunno, ma con la conferma dell’estensione oraria 18-23 dal venerdì alla domenica.



Ventimiglia, un anno di lavori e quattro mesi di chiusura a Ponte San Ludovico

Sempre in tema di chiusure non va meglio, tutt’altro, nemmeno al confine con Ventimiglia. Il valico di frontiera di Ponte San Ludovico, infatti, verrà chiuso per quattro mesi a partire dal 7 gennaio 2026, giorno in cui Anas inizierà gli interventi (investimento complessivo 11.850.000 milioni di euro, ndr) nelle gallerie “Balzi Rossi” e “Dogana”. Ai quattro mesi di chiusura totale, ne seguiranno ben otto in cui la frontiera bassa sarà percorribile in una sola direzione, mentre per quella opposta si dovrà passare da Ponte San Luigi o dall’autostrada. Riepilogando, le lavorazioni saranno distinte in due fasi. Fase 1: a partire dal 7 gennaio e per circa 4 mesi la strada statale 1 dir "del Balzi Rossi" sarà chiusa da Ponte San Ludovico sino allo svincolo di Latte. Sarà disponibile, pertanto, il percorso alternativo della SS 1 Aurelia dallo svincolo di Latte fino a Ponte San Luigi. Nulla cambia a Ponte San Ludovico che sarà accessibile lato Francia da tutti gli utenti. Fase 2: a partire dal mese di aprile 2026 e per circa 8 mesi la strada statale 1 dir "del Balzi Rossi" sarà percorribile in una sola direzione, mentre l’altra sarà garantita dal percorso alternativo della SS 1 Aurelia. “Al di là della cantierizzazione - sottolinea l’associazione degli edili imperiesi - questi lavori rappresentano l’ennesimo intoppo in un quadro infrastrutturale già precario: i collegamenti tra Liguria e Francia si fanno sempre più complessi, mentre la regione continua a pagare anche la storica debolezza delle connessioni con il Piemonte. Un isolamento che rischia di farsi strutturale e a cui non vogliamo assolutamente abituarci”.



L'area di Ponte San Ludovico vista dal versante italiano

Traforo Armo-Cantarana, buone nuove
Intanto è stato compiuto un bel passo in avanti per la realizzazione dell’Armo-Cantarana, da molti indicata come l’opera viaria che rappresenterebbe la panacea di ogni male alle difficoltà di collegamento tra Cuneese e Imperiese. A inizio dicembre, infatti, il progetto definitivo per la realizzazione della variante Pieve di Teco-Ormea è stato approvato in linea tecnica dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, convalidando di fatto la fattibilità dell’intervento. Non resta che superare ora il non facile iter della procedura di finanziamento, che, ricordiamo, supera i 500 milioni di euro.