Storie ordinarie
04
2025
La ragazza che voleva fare l'elettricista
di
Anna Pellegrino
·
N.04 - 2025
Maria Rebecca Enotarpi, alias Manny e Mimì (per gli amici)
B erretto “beanie” nero calcato in testa, occhiali grandi all’ultima moda e felpa rosa confetto del Formedil Imperia: si presenta così Maria Rebecca Enotarpi, 25 anni, nata in Bulgaria e cresciuta ad Imperia. Con un sorriso di chi la sa lunga, Mimì, detta anche “Manny, la tuttofare” dagli amici, non nasconde il suo travagliato percorso scolastico e lavorativo, costellato di tanti tentativi per trovare la strada giusta.
Una strada trovata di recente, per caso: l’amico elettricista chiamato a montare i lampadari nella nuova casa e, è proprio il caso di dirlo, arriva l’illuminazione “Voglio fare l’elettricista!”. Bastano pochi click sul web, Mimì trova il corso al Formedil Imperia e corre ad iscriversi.
“Sono una a cui piace sporcarsi le mani - racconta Mimì -. Ma senza qualifica e professionalità, in un mestiere come questo in cui c’è anche la possibilità di farsi male, nessuno ti assume: la formazione è necessaria. Certo, dopo 6-7 anni dal diploma, non è stato facile tornare sui banchi di scuola ma la teoria è importante quando la pratica. Nelle mie precedenti esperienze professionali ho avuto altre occasioni di formarmi ma non mi sono mai realmente appassionata, non ho mai approfondito. Adesso quando torno a casa dalle lezioni, mi riscrivo gli schemi, li studio, li ripeto. Ho perfino comprato degli interruttori e dei relè per provare a replicare cosa facciamo qui a scuola. Sono super felice, ho trovato la mia strada”.
Di strade, Mimì ne ha provate davvero tante: in primis ha dedicato infanzia e adolescenza alla pallanuoto per poi chiudere brutalmente il capitolo a causa di tre ernie “Quella è stata la prima grande delusione, il mio primo dolore – racconta -, dall’oggi al domani ho scoperto che non avrei più potuto fare pallanuoto. Questo sport ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita, mi ha aiutato ad inquadrarmi, a darmi delle regole. Per me quello era il mio futuro, non esisteva altro. Ha pesato addirittura sulla scelta delle scuole superiori: ho frequentato Scienze umane perché, da una parte, mi lasciava il tempo per allenarmi e, dall’altra, mi avrebbe dato accesso alle università nel caso non fosse andata bene con la pallanuoto. Anche se, in realtà, già da adolescente sapevo che la mia strada sarebbe stata quella di una scuola professionale”.
Dopo il diploma Mimì prova con la scuola di cucina, le piace esprimere la sua creatività con pietanze e abbinamenti ma lo scontro con la realtà è tosto e, senza l’entusiasmo, è una vita che non le si addice. “Il mondo della ristorazione è bello ma è difficile da conciliare con la vita di tutti i giorni: non esiste un orario fisso, lavori sempre il sabato e/o la domenica. Questo, dopo un po' si tempo, diventa pesante” racconta. Per un paio di anni lavora nelle cucine dei ristoranti di Imperia poi prova a svoltare e parte per Torino.
“A Torino sono rinata completamente – continua Mimì -, sono andata a lavorare in una nota multinazionale e mi trovavo bene, nonostante fossi sotto agenzia interinale. Al termine del contratto, ho trovato un nuovo lavoro come venditrice porta a porta per un distributore di energia elettrica. Un’esperienza che si è conclusa malamente ma mi ha spinto a candidarmi presso una nuova realtà dedicata al customer services. Questo lavoro mi è piaciuto molto, non dovevo più scovare e assillare il cliente ma era la persona stessa a contattarmi per ricevere assistenza. Sono rimasta lì per due anni ed è stato il lavoro più bello che ho fatto, finora”.
Ma il lavoro non è tutto nella vita e, a Torino, Mimì è lontana dalla sua compagna e dalla famiglia: “Ho lasciato un contratto a tempo indeterminato per stare con chi amo. Ho scelto la famiglia, tornando qui ad Imperia” spiega, con un moto di orgoglio negli occhi.
Ancora una volta, però, con il ritorno ad Imperia, Mimì si ritrova a dover ripartire da zero, con contratti effimeri e tendenzialmente non rinnovabili, soprattutto per chi, come lei, non ha una qualifica vera e propria.
E, come in una storia a lieto fine, finalmente la rivelazione “Voglio fare l’elettricista!” e l’avvio del percorso con la Formedil Imperia: “Ho iniziato a maggio, devo ancora finire il corso ma questo mondo mi piace e mi coinvolge. Vedo delle similitudini con la cucina, settore che al tempo mi aveva appassionato: anche in questo lavoro devi essere ordinato, pulito, non caotico, trovare soluzioni e alternative. Questo è super appagante per una persona come me che ha bisogno di continui stimoli. Al termine del corso, vorrei iniziare subito a lavorare e mettere le basi per un futuro da libera professionista con una mia azienda. Sono fiduciosa. Mio papà e mia mamma, la mia fidanzata e la sua famiglia mi sono tutti accanto e mi supportano. Siamo fortunati, soprattutto lo sono io” conclude sorridendo “Manny, La tuttofare” o meglio, le auguriamo, la futura “Manny, l’elettricista”.