Confindustria Imperia

04
2025

Oltre i confini verso una nuova stagione di cooperazione transfrontaliera

di Gilberto Manfrin · N.04 - 2025
L'intervento del presidente di Confindustria Imperia, Luciano Tesorini, all'Assemblea Generale 2025

L ’Assemblea Generale 2025 di Confindustria Imperia svoltasi mercoledì 15 ottobre alla Expo Salso alla Marina di Porto Maurizio ha scelto di guardare lontano. Non per inseguire astratti scenari globali, ma per costruire un nuovo baricentro territoriale fondato su relazioni concrete, solide e strategiche. È in questa prospettiva che il Ponente ligure ha volto lo sguardo oltre i propri confini, verso il Basso Piemonte e la vicina Francia – Monaco e Costa Azzurra in particolare – immaginando un modello di cooperazione transfrontaliera capace di contrastare l’incertezza dei mercati internazionali e rafforzare la competitività delle imprese. La tavola rotonda, cuore pulsante dell’assemblea, ha messo attorno allo stesso tavolo rappresentanti istituzionali e attori economici di primo piano. Ne è emerso un confronto ricco, pragmatico, fondato sulla consapevolezza che i territori, per crescere, devono oggi pensarsi come sistemi integrati.



Un territorio unico oltre gli steccati amministrativi

Gli interventi dei relatori hanno delineato una visione comune: costruire una “macro-area” capace di valorizzare le complementarità tra Imperia, Cuneo, le Alpi Marittime francesi e il Principato di Monaco. Le economie coinvolte mostrano infatti vocazioni sinergiche: la dimensione portuale e turistica del Ponente, la forza industriale e agroalimentare cuneese, l’innovazione e la logistica avanzata della Costa Azzurra, la capacità finanziaria del Principato. Nelle parole dei protagonisti - Marco Scajola (assessore ai Trasporti della Regione Liguria), Giuliana Cirio (direttore generale Confindustria Cuneo), Agostino Pesce (direttore Camera di Commercio Italiana Nizza, Sophia Antipolis, Costa Azzurra), Luciano Tesorini (presidente Confindustria Imperia), Barbara Amerio (UE Trade Champion Network e past president di Confindustria Imperia) e Justin Highman (vice direttore generale Monaco Economic Board) – è parso evidente come sia quanto mai necessario puntare su una cooperazione che non sia di facciata, ma un’alleanza strutturata, sostenuta da strumenti europei, da una governance stabile e da una rete di attori economici capaci di attivare progettualità condivise. La necessità di non limitarsi ai protocolli formali, ma di dare continuità programmatica e operativa, è stata sottolineata con decisione.



I protagonisti della tavola rotonda


Investimenti in infrastrutture ferroviarie

L’assessore regionale Marco Scajola ha fatto il punto, in particolare, sulle infrastrutture in regione: “Entro la fine dell’autunno, grazie a un investimento complessivo di 9,5 milioni di euro di cui 4,5 derivanti da fondi regionali, avremo, finalmente, la possibilità di far arrivare a Ventimiglia, e quindi nel Ponente Ligure, tutti i treni della flotta regionale, compresi i convogli di ultima generazione. Due degli otto binari saranno, infatti, adeguati elettricamente con l’impegno di RFI di completare l’opera entro il 2027. A questa si va ad aggiungere il recentemente inaugurato quadruplicamento del nodo di Genova tra Voltri e Sampierdarena che porterà già benefici, nelle tempistiche di viaggio, al nostro Ponente. Miglioramenti che saranno ancor più evidenti con l’apertura del sestuplicamento, prevista per settembre 2026. La Regione, come noto, sta inoltre dando il proprio contributo all’interno della Conferenza dei servizi per il fondamentale raddoppio ferroviario Albenga-Finale, opera imprescindibile. Ai cantieri infrastrutturali si sommano iniziative come il treno turistico Marsiglia-Roma che è stato un autentico successo e che, nel 2026, insieme a FS Treni Turistici, riproporremo, aumentandone le corse fino a tre alla settimana".



Pensare in termini di macroregione

Un tema, quello delle infrastrutture sempre attuale, ma molto complicato, per Giuliana Cirio: “La distanza tra la provincia di Cuneo e quella di Imperia si misura unicamente in termini infrastrutturali, poiché la complementarità dei due territori è chiara: il Ponente ligure è un indispensabile sbocco sul mare per le nostre merci, la provincia di Cuneo rappresenta il retroterra ‘piano’ per la compagine ligure, un naturale retroporto di stoccaggio e logistica. La carenza infrastrutturale è però un’annosa questione, che purtroppo anche decenni di lobby confindustriale sono riusciti poco a scalfire. Si ha spesso l'impressione che le decisioni passino sulla nostra testa. L’alleanza delle Alpi del Sud, se non si ridurrà a un mero protocollo ma, come è previsto, sarà supportata da un tavolo tecnico, potrà essere un ottimo modello per cominciare a pensare in termini di macroregione e sviluppare una visione programmatica indirizzata al bene comune”.



“Liguria e Piemonte necessari per lo sviluppo”

Sollecitato sul tema anche Agostino Pesce: “Nizza e la Costa Azzurra sono un territorio importante. Abbiamo bisogno di Liguria e Piemonte per svilupparci. Le aziende monegasche e francesi vengono in Italia per investire, si spostano, hanno necessità di manodopera e noi italiani siamo capaci di essere efficienti sotto questo punto di vista. Ma le infrastrutture, effettivamente, sono un problema per assicurare questa efficienza. In particolare, riteniamo strategica per il territorio l’alta velocità”. Per il presidente degli industriali, Luciano Tesorini, “occorre lavorare per proseguire e rafforzare il dialogo tra territori confinanti, in particolare per tener vivo il dibattito sulle infrastrutture, che sono un problema. Per muoversi gli imprenditori hanno bisogno di ottime infrastrutture, ma non dimentichiamo lo sviluppo del bilinguismo: oggi è una barriera che va ancora superata”.



Una macroregione europea

E proprio di limiti da valicare e nuove opportunità per i territori hanno parlato nella seconda parte della tavola rotonda Barbara Amerio e Justin Highman: “Stiamo ormai disegnando una sorta di macroregione europea - ha detto Amerio -, ma questa cosa va sfruttata. I limiti sono la digitalizzazione, la sostenibilità, che i nostri territori devono saper trattare. Senza dimenticare la formazione: i nostri ragazzi devono poter andare oltre confine e noi dobbiamo accogliere gli studenti francesi che vogliono venire a formarsi e poi a lavorare in Italia”. “Lavoriamo per aiutare le imprese che vogliono stabilirsi nel Principato di Monaco, che è molto internazionale ed è alla ricerca di opportunità per espandersi – ha sottolineato Highman -. L’obiettivo è migliorare la relazione con Liguria, Piemonte, provincia di Imperia e Cuneese. Come? Guardiamo ai settori di nicchia come l’agrifood e la nautica, ma ravvisiamo una mancanza di conoscenza di questi settori, che invece hanno grandi potenzialità”.