Storie ordinarie
01
2026
Il venditore di occhiali diventato muratore
di
Anna Pellegrino
·
N.01 - 2026
"Robert" Ekoue Assiongbong dopo l'intervista negli spazi del Formedil Imperia
L a storia di “Robert” Ekoue Assiongbong arriva da lontano, precisamente dalla Repubblica Togolese, una lingua di terra affacciata sul Golfo di Guinea tra il Ghana e il Benin, in Africa Occidentale. “In Togo avevo un negozio di vendita al dettaglio di tessuti e un negozio di ottica. Mi piaceva il rapporto con gli altri ed era un lavoro non troppo complicato” racconta Robert, padre di famiglia e non più giovanissimo studente del Formedil Imperia.
Dal Togo, passando per Ghana, Olanda e poi Milano, Robert arriva in Liguria e viene accolto dalla cooperativa “Ancora” che lo aiuta nell’inserimento sociale e lavorativo, prima come bracciante e poi nella ristorazione. Ma questi lavori non durano a lungo, Robert capisce che non sono mestieri per lui, non riesce a metterci né la testa né il cuore. Gli viene consigliato di imparare un mestiere, così si affida alla Formedil: “All’inizio avevo paura di questo lavoro - racconta -, perché da noi, in Togo, il muratore è un mestiere troppo difficile, bisogna sollevare sacchi di cemento da 50 kg, mescolare, fare tante cose, è un lavoro duro”.
Sono passati sei mesi dall’ingresso di Robert in Formedil e ricorda così i primi giorni: “Quando ho iniziato eravamo dieci persone, la maggior parte conosceva già il mestiere e questo mi intimoriva. Per fortuna c’erano alcuni inesperti come me a darmi coraggio. All’inizio non conoscevo nemmeno i nomi degli attrezzi: il casco, i guanti, il martello, non sapevo niente, non è stato facile. Oggi mi piace, riesco a usare gli attrezzi come mi hanno insegnato, non ho più paura come all'inizio. Inoltre, a scuola, abbiamo imparato a lavorare in sicurezza, metto sempre guanti, occhiali e questo mi rende più tranquillo”.
Recentemente, Robert ha iniziato il tirocinio nell’impresa di costruzioni “L’Ancora”, ramo operativo edile della stessa cooperativa che lo ha accolto. “Mi occupo di rasatura, pittura, pulizia. L’ambiente è ottimo e
Ora che ha trovato il suo posto e imparato un mestiere, Robert può guardarsi indietro e dare avvio alle pratiche di ingresso in Italia della sua famiglia, rimasta nella Repubblica Togolese. “Mia moglie e i miei figli sono ancora a Togo, non ho ancora tutti i documenti per farli venire in Italia ma ci sto lavorando. Ho un figlio di dieci anni e una figlia di cinque anni. Ci sentiamo ogni giorno al telefono con chiamate e video chiamate. Parliamo il ‘mina’, il dialetto di Togo, ma la lingua ufficiale è il francese, quindi, so parlare anche quello. Mi piacerebbe che venissero a vivere con me, qui in Italia. Mi piace questo Paese: è tranquillo, con belle piazze e buon cibo come la pizza e la pasta e gli italiani sono gente simpatica. La mia famiglia mi manca molto, non vedo l’ora di ricongiungermi con loro. Ora che ho imparato un mestiere non ho più timore di non farcela e mi impegno ogni giorno con testa e cuore per fare un bel lavoro”.