Attualità

01
2026

Spese generali, Liguria indietro rispetto a Piemonte e Toscana

di Fabio Rubero · N.01 - 2026
Il presidente di Ance Imperia Gianni Silvano

S i può restare ostaggi di una percentuale anacronistica che condiziona la competitività delle aziende edili e di tutto il territorio? A quanto pare sì, almeno stando a quanto accade nella nostra regione, dove la percentuale riconosciuta alle imprese di costruzione per le spese generali negli appalti pubblici resta invariata da troppo tempo. Oggi, infatti, le imprese liguri si trovano a dover fare i conti con quel 15% del Prezzario Regionale che, inchiodato da anni, non è più in grado di coprire i costi reali sostenuti dalle aziende. A lanciare un appello al riguardo è il neopresidente di Ance Imperia, Gianni Silvano, che chiede alla Regione Liguria un intervento immediato affinché vengano al più presto adeguati i parametri alla mutata realtà economica.




Lo studio: i costi effettivi sfiorano il 20%

Che l'allarme lanciato dal numero uno degli edili imperiesi non si basi su fantasiose suggestioni, ma sia invece fondato su dati concreti, lo dimostra lo studio analitico commissionato da Ance Imperia al dottore commercialista Diego Frascarelli, che ha esaminato l'impatto delle spese generali sulle imprese edili della provincia nel triennio 2021-2024. I dati parlano chiaro e raccontano di un’incidenza media delle spese generali sul totale dei costi aziendali del 19,96%, con punte che superano il 21% per le imprese di dimensioni medie (20-40 dipendenti). “Questi numeri dimostrano che la percentuale attuale non è più sufficiente - spiega Silvano -. Il 15% attuale è un retaggio di un passato che non tiene conto della complessa trasformazione che il settore ha subito negli ultimi anni, di un passato che non tornerà mai più".




L’incremento dei costi è strutturale: le cause

L’inflazione galoppante degli ultimi anni è l’elemento principale che ha portato a un incremento dei costi ormai strutturale e all’appesantimento della gestione aziendale, ma non è l’unico. Sui conti incidono pesantemente anche gli adempimenti burocratici necessari alla gestione di normative sempre più complesse (dai bonus edilizi alla sicurezza sul lavoro), i servizi di gestione (certificazioni, accreditamenti e controlli tecnici obbligatori), oltre al personale amministrativo e tecnico la cui internalizzazione è ormai necessaria per coordinare cantieri sempre più complessi. Si tratta di "costi invisibili", spesso considerati secondari rispetto a materiali e manodopera, che sono diventati una variabile dinamica capace di incidere pesantemente sulla redditività e sulla stessa sopravvivenza delle imprese.


L’appello alla Regione Liguria

“Seguiamo l'esempio delle regioni vicine perché, altrimenti, la Liguria rischia di restare indietro rispetto ad altre realtà. Piemonte e Toscana, ad esempio, hanno già mosso i primi passi alzando la soglia delle spese generali verso il 17%. Chiediamo alla Regione Liguria quanto meno un segnale di apertura al dialogo - conclude il presidente Silvano. - Occorre adeguare questa percentuale non soltanto per riconoscere alle nostre imprese ciò che spetta loro, ma soprattutto per compiere un passo fondamentale per garantire che esse possano continuare a operare in sicurezza e con la qualità che il territorio richiede e merita”.

"La Liguria è indietro rispetto a Piemonte e Toscana, che hanno alzato la soglia delle spese generali al 17%. Chiediamo alla Regione Liguria quanto meno un segnale di apertura al dialogo"