Attualità
01
2026
L'edilizia ha bisogno di incentivi strutturali, non temporanei
di
Fabio Rubero
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N.01 - 2026
Nel 2026 si concluderanno i cantieri dei lavori finanziati dal PNRR
U na luce luminosa in mezzo a un mare che all’orizzonte ha tante ombre. È questa l’immagine che meglio rappresenta la situazione del 2025 del comparto edile imperiese. Almeno secondo quanto “fotografato” dall'ultima indagine presentata dalla Camera di Commercio delle Riviere di Liguria su dati Movimprese che racconta di un settore delle costruzioni come uno dei soli due a segnare un andamento positivo nel corso dell’anno passato. Un +1,84% che assume ancora maggior valore se raffrontato alla frenata di settori storici del Ponente come l'agricoltura (-1,04%), il commercio (-0,63%) e l’industria (-2,20%).
A ulteriore testimonianza del vivace dinamismo imprenditoriale della nostra provincia, il fatto che delle 112 nuove aziende edili nate in Liguria nell’ultimo anno, ben 74 abbiano una base anche in provincia di Imperia. Una rinnovata vitalità che trova sponda concreta anche nei dati definitivi dell'esercizio 2024/2025 della Cassa Edile provinciale. Per la prima volta nella storia recente del comparto, è stato infatti sfondato il muro dei 50 milioni di euro di massa salari (50,357 milioni, per l’esattezza), con un incremento di quasi due milioni rispetto all’anno precedente (+3,97%). I dati sorridono anche sul fronte occupazionale con l’aumento numero degli addetti del settore, con la media mensile degli operai attivi che si attesta a quota 2.716-2.728.
Ma un’analisi corretta di tali dati non può non considerare alcuni fattori cruciali di natura eccezionale che li hanno generati, come l’onda lunga dei bonus edilizi e, soprattutto, l’accelerazione impressa dai cantieri del PNRR. Ance Imperia non nasconde la forte preoccupazione che questo "momento d'oro" possa subire una brusca frenata con la naturale conclusione, nell’anno in corso, dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il rischio di un "appiattimento" della crescita, secondo gli edili imperiesi è concreto, con segnali di rallentamento che potrebbero manifestarsi già a partire da fine anno. Senza una nuova programmazione, infatti, è altissimo il rischio di un ritorno alla crisi strutturale pre-Covid che vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti in questi anni per dare nuova linfa al territorio.
Non ci si può dunque fermare, non ora, a godersi i risultati di oggi, ma bisogna agire subito con lungimiranza e guardare a un domani che bussa già alla porta. Occorre garantire continuità al lavoro attraverso una visione strategica, che vada oltre la straordinarietà dell’emergenza. Il futuro del settore non può più dipendere esclusivamente da incentivi temporanei, ma deve passare per interventi strutturali che raccolgano anche la sfida della rigenerazione urbana, riqualificando il patrimonio immobiliare in ottica "green". Ma senza una visione comune e condivisa da pubblico e privato, questa ventata di modernità, necessaria ma complessa, non si potrà portare. Così Ance Imperia lancia un appello a tutte le istituzioni perché la vera sfida inizia adesso: “Programmare oggi per non fermarsi domani”. L'edilizia è stata il volano della ripresa post-pandemia, non fermiamoci proprio ora.