Comuni allo Specchio

01
2026

A Molini di Triora la differenza la fanno le persone

di Fabrizio Pepino · N.01 - 2026
Veduta panoramica del centro di Molini di Triora

U n territorio montano molto esteso e una popolazione molto ridotta, con tutte le problematiche conseguenti per garantire e gestire i servizi essenziali a chi vi abita potendo contare su entrate molto esigue. Una sagra tradizionale storica che vede protagonista la lumaca e un nuovo festival legato agli sport outdoor, nato sull’onda della recente scoperta della vocazione per la mountain-bike dell’alta Valle Argentina. Molini di Triora è tutto questo ma anche molto di più, basta prendersi il tempo di arrampicarsi nelle vie del centro storico su fino al Santuario di Nostra Signora della Montà o di perdersi nella natura visitando le 9 frazioni che la circondano: Agaggio Inferiore, Agaggio Superiore, Aigovo, Andagna, Corte, Gavano, Glori, Grattino e Perallo.


“Amministrare un piccolo Comune come quello di Molini di Triora è una sfida quotidiana tra quelle che sono le idee e quello che invece è il bilancio, che ci obbliga a stare con i piedi ben piantati per terra – spiega la Sindaca Manuela Sasso -. Il conto economico-finanziario, infatti, è sempre indietro rispetto alla volontà e alla fantasia di un amministratore. Questo perché stiamo parlando di un piccolo Comune dell’entroterra di Imperia di oltre 58 chilometri quadrati che conta solo 600 abitanti, di cui quasi 200 nel capoluogo mentre alcune frazioni che ne hanno stabilmente non più di 10, anche se dall’inverno all’estate la popolazione raddoppia quasi”.



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La fotografia di un tipico Comune di montagna

Molini di Triora diventa Comune nel 1904 staccandosi da Triora. Il nome deriva dalla produzione di farina di castagne, in quanto anticamente si coltivava il grano, ma oggi l’unico mulino rimasto ospita un centro culturale. Invece la pastorizia è rimasta grazie alla transumanza, così come non è stata abbandonata la produzione di lavanda. Nel centro sono aperti tre bar, un albergo, tre ristoranti, una pizzeria da asporto, un negozio di alimentari, alcune affitta-camere e dei Bed & Breackfast. Il territorio è completamente montano, ci sono tantissime chiese, pochissimo cemento e tanta ardesia, soprattutto sui tetti. È collegato a Sanremo, da cui dista una trentina di chilometri, da sei corse giornaliere, sommando quelle di andata con quelle di ritorno. Come tutti i Comuni montani, ha vissuto pesantemente l’abbandono da parte della popolazione residente, ma l’elenco dei problemi riguarda anche e soprattutto la regimazione delle acque.


La chiave di volta per il funzionamento di amministrazioni come queste sono le persone che vi abitano in generale e naturalmente anche gli amministratori che portano avanti il loro compito. Io sono molto fortunata, perché intorno ho una squadra di persone innamorate del proprio paese, delle sue frazioni, sempre disponibile a tirarsi su le maniche.
Le cicatrici della tempesta Alex e l'importanza della squadra

“Nell’ottobre 2020 l’alluvione Alex ha fatto danni per 13 milioni di euro - continua la prima cittadina -, siamo ancora in piena fase di ricostruzione. Finora la Regione Liguria ci ha riconosciuto 7 milioni di euro, che sono appena sufficienti per gli interventi essenziali. Basti pensare che a Gavano, il cui numero di abitanti non raggiunge le due cifre, sono crollati due ponti e la strada, facendo danni per 4 milioni”. Questo oltre a tutte le difficoltà ordinarie quotidiane, dalla manutenzione di 14 acquedotti, di 58 km di strade comunali, 10 cimiteri, la rete fognaria, etc.
“È molto difficile garantire di far funzionare tutto ovunque con così poche entrate, considerata la media di un abitante ogni 10 chilometri quadrati – prosegue Manuela Sasso -. La chiave di volta per il funzionamento di amministrazioni come queste sono le persone, coloro che vi abitano in generale e naturalmente anche gli amministratori che portano avanti il loro compito e fanno il loro dovere. Io sono molto fortunata, perché intorno ho una squadra di persone innamorate del proprio paese, delle sue frazioni, sempre disponibile a tirarsi su le maniche. E questo è un aiuto indispensabile e fondamentale, perché dove non arriva il bilancio arriva il volontariato e quindi si riescono a portare avanti tante iniziative anche a costo zero”.

Il fascino di un territorio ancora intatto


Il nostro futuro è nel turismo e negli sport outdoor

“Se avessi la bacchetta magica farei qualcosa per sviluppare l’outdoor – conclude Manuela Sasso -. Abbiamo la fortuna di avere una bellissima rete escursionistica di sentieri che vengono mantenuti anche con l'aiuto del Comune, che trasferisce dei fondi alle associazioni di volontari e cerca di intervenire attraverso i bandi di finanziamento disponibili, ma sarebbe bello riuscire a crescere di più passando dalla pulizia all'apertura di nuovi sentieri. Come amministrazione stiamo puntando sul portare avanti lo sviluppo turistico dei nostri borghi e frazioni, per consentire alle persone che arrivano per praticare sport di poter vivere stabilmente. D’altronde non stiamo parlando di un fenomeno così remoto, in quanto dopo il Covid qualcosa è successo e ci sono stati dei movimenti di questo tipo. Un po’ per volta, si è passati dallo ‘scappare dall'entroterra’ a ‘ritornare nell'entroterra’, perché in valle c'è sicuramente una qualità di vita diversa, meno frenetica della città e molte persone lo stanno apprezzando. Certo che mancano i servizi, ad esempio una connessione Internet buona che permetta di lavorare in montagna. C'è ancora molto da fare, però gli obiettivi sono chiari così come la volontà di andare avanti in questa direzione”.