Attualità
01
2026
Liguria-Piemonte-Francia: così vicine, così lontane
di
Gilberto Manfrin
·
N.01 - 2026
Frontiera Italia-Francia chiusa a Ponte San Ludovico
N emmeno la Pasqua sembra portare buone nuove nei collegamenti tra Liguria, Francia e basso Piemonte con problemi che vanno ben oltre il “semplice” disagio del tunnel di Tenda. Il sistema viario e logistico che dovrebbe garantire la continuità tra questi territori - fondamentale per le persone, le imprese e i flussi commerciali - rimane in affanno su più fronti.
Il periodo post pasquale si preannuncia complicato per chi dovrà utilizzare il tunnel di Tenda. All’orizzonte ci sono infatti 13 giorni di chiusura totale, da martedì 7 a domenica 19 aprile, periodo confermato dall’assessore ai Trasporti della Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone che ha fornito una ‘risposta ufficiale, basata su riscontri Anas’ nel corso di un consiglio regionale di febbraio. Fino a giovedì 2 aprile il traforo resterà aperto con le attuali fasce orarie (lunedì e martedì 6-8 e 18-21; mercoledì, giovedì e venerdì 6-8, 12,15-12,45 e 18-21; sabato, domenica e festivi 6-23), nelle vacanze pasquali (da venerdì 3 a lunedì 6 aprile) in orario continuato 6-23, mentre nel periodo 7-19 aprile scatterà, come detto, il blocco totale.
Accanto alle difficoltà legate al collegamento con la Francia, anche l’entroterra imperiese si trova a fare i conti con nuove criticità infrastrutturali. A Ventimiglia la strada di Ponte San Ludovico (Aurelia “bassa”) è chiusa fino al 12 maggio per i lavori di ammodernamento di piazzale Italia e di tutta l’area limitrofa per consentire l’avvio dei lavori di risanamento delle gallerie “Dogana” e “Balzi Rossi”, a cura di Anas con divieto di transito ai tir con massa superiore alle 7,5 tonnellate lungo la Aurelia “alta”, dalla rotatoria di Latte al Confine di Stato di Ponte San Luigi.
Sulla Strada Statale 28 del Colle di Nava, la situazione non è migliore, anzi: il risanamento del viadotto Uveghi ha portato all’introduzione di limitazioni al traffico e al divieto di transito per i mezzi pesanti, con ripercussioni significative sulla mobilità delle merci tra Liguria e Piemonte. Sul ponte sono in corso verifiche tecniche da parte di Anas, che ha avviato una serie di carotaggi e controlli strutturali sui piloni per valutare lo stato di conservazione dell’infrastruttura e definire eventuali interventi. In attesa dei risultati, il traffico scorre a senso unico alternato e con limitazioni di portata, mentre i camion e i tir sono costretti a utilizzare percorsi alternativi. Una situazione che preoccupa il mondo produttivo del territorio. A lanciare l’allarme è stata anche Confindustria Imperia, che ha sottolineato come eventuali limitazioni prolungate o, peggio, una chiusura del viadotto potrebbero avere conseguenze pesanti sull’economia locale. “Siamo molto preoccupati per le ripercussioni che ci saranno sul tessuto economico della nostra provincia” ha evidenziato il direttore Paolo Della Pietra, ricordando come le aziende del territorio debbano già confrontarsi con un sistema infrastrutturale fragile e con collegamenti spesso difficili. “La sicurezza della viabilità è prioritaria, ma non possono essere le imprese a pagare il prezzo di queste criticità in un territorio dove fare impresa è già particolarmente complesso”. Con il tunnel di Tenda soggetto a restrizioni e aperture parziali, la Statale 28 rappresenta una delle principali direttrici di collegamento tra l’entroterra ligure, il Piemonte e il sistema autostradale. La deviazione dei mezzi pesanti sulle strade provinciali alternative – come la SP95 o la SP465 – comporta infatti un allungamento dei tempi di percorrenza e un aumento dei costi di trasporto per le imprese.
Novità, invece, sul fronte Armo-Cantarana, dove è realtà un nuovo progetto per la galleria sulla variante di Pieve di Teco. L’Anas ha infatti depositato una versione aggiornata del progetto del traforo, rielaborata per recepire le osservazioni emerse durante l’iter autorizzativo, in particolare in sede di valutazione ambientale. Il nuovo elaborato introduce modifiche al tracciato, un maggiore utilizzo dell’acciaio rispetto al cemento armato e ulteriori interventi di mitigazione paesaggistica e ambientale. L’opera resta tuttavia in fase progettuale e sottoposta a procedura di VIA, senza che sia ancora stato completato il percorso approvativo. E continuano a non esserci, allo stato attuale, indicazioni circa una copertura finanziaria definitiva per la realizzazione dell’infrastruttura. Il deposito del progetto rappresenta quindi un avanzamento sul piano tecnico, ma non modifica in modo sostanziale il quadro economico per la realizzazione dell’opera che continua a essere caratterizzato dall’assenza di finanziamenti certi per quello che più conta: l’avvio dei lavori. Come riportato anche sul sito web dell’Osservatorio Territoriale Infrastrutture del Piemonte (OTI Piemonte) aggiornato al 20 febbraio scorso, non risultano nel 2025 nuovi stanziamenti specifici destinati alla realizzazione del traforo. Le risorse finora individuate coprono esclusivamente le fasi di studio, progettazione e valutazione ambientale.
La realizzazione dell’Aurelia bis continua a fare i conti invece con le proteste dei comitati del No. L’ultimo ‘niet’ arriva dal comitato Bonmoschetto. La nuova ipotesi progettuale ideata da Anas è stata contestata dal comitato stesso che ha indirizzato una missiva al Consiglio superiore dei lavori pubblici per l’impatto enorme che avrebbe sul territorio, in particolare lo svincolo sui pendii sotto il monastero del Carmelo e in via Padre Semeria, ritenuto “enorme e completamente inutile”. Per il comitato, la soluzione valida resta quella di completare l’opera in tempi ragionevoli ma evitando 'stravolgimenti del territorio' e garantendo un uso più efficiente delle risorse pubbliche.
Sul fronte ferroviario da parte francese è arrivata invece la conferma della volontà di investire sui collegamenti Italia-Francia sia sulla linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza che sulla Marsiglia-Nizza-Genova. Un segnale concreto in questa direzione è arrivato dall’incontro istituzionale che si è svolto il 30 gennaio 2026 al Forte dell’Annunziata di Ventimiglia, tra l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria Marco Scajola e il vicepresidente della Région Sud Provence-Alpes-Côte d’Azur con delega ai trasporti Jean-Pierre Serrus. Il confronto ha riunito rappresentanti istituzionali dei due territori con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione transfrontaliera e coordinare le politiche di mobilità tra Liguria e Francia meridionale. Al centro del dialogo c’è soprattutto l’asse ferroviario costiero che collega la Liguria con la Costa Azzurra e la Provenza. Particolare attenzione è stata rivolta alla Cuneo-Ventimiglia-Nizza, con richiesta di nuove risorse per il potenziamento della tratta. Le due parti hanno ribadito la volontà di lavorare per posizionare concretamente il corridoio Marsiglia-Nizza-Genova come uno dei principali collegamenti mediterranei tra Italia e Francia, sia per il traffico passeggeri sia per quello turistico ed economico.