Attualità
02
2026
Prezzario regionale aggiornato unica alternativa negli appalti pubblici
di
Fabrizio Pepino
·
N.02 - 2026
Il presidente di Ance Imperia Gianni Silvano
I l perdurare dei rincari ingiustificati sui materiali da costruzione, innescati nei mesi scorsi dagli effetti speculativi derivanti dalle ultime tensioni geopolitiche mondiali, a cui si aggiunge l’inadeguatezza della percentuale sulle spese generali negli appalti pubblici in Liguria, spinge nuovamente Ance Imperia a chiedere alle pubbliche amministrazioni di smetterla una volta per tutte con le procedure negoziate e le gare di appalto che utilizzano prezzari vecchi o in vigore in altre regioni perché più convenienti per l’ente appaltante.
Infatti, tale diffuso modus operandi, spesso subdolo, che gli enti pubblici anche in provincia di Imperia adottano abitualmente in maniera silente, con l’obiettivo di tenere bassi gli importi degli appalti e obbligare così le aziende a piegarsi a ribassi d’asta e scontistiche insostenibili, oggi non è più ammissibile.
A dirla tutta, neppure il Prezzario regionale delle opere edili e impiantistiche della Regione Liguria, che viene approvato annualmente da una commissione di cui fanno parte anche dei rappresentanti dell’Ance, si può dire che sia sempre aggiornato sui costi reali che devono sostenere le imprese, in quanto alcune voci non vengono riviste da anni e altre sono soggette a variazioni fluttuanti per cause che non dipendono dalla buona volontà dei suoi estensori.
“Abbiamo già detto nei mesi scorsi della percentuale riconosciuta alle imprese di costruzione per le spese generali negli appalti pubblici, che resta invariata da troppo tempo e che in Liguria è inferiore a quella di alcune Regioni limitrofe - sostiene il presidente di ance Imperia, Gianni Silvano -, ora stiamo anche subendo l’impennata dei prezzi di bitume, carburanti, tubazioni e materie plastiche, i cui listini cambiano di settimana in settimana in un crescendo continuo, rendendo impossibile alle aziende qualsiasi tipo di programmazione per far fronte alla situazione. Che almeno le amministrazioni locali e quella provinciale adottino il prezzario aggiornato della nostra regione, che non sarà del tutto soddisfacente ma è comunque quello che abbiamo concordato e approvato congiuntamente. C’è un limite a tutto e su questo fronte lo abbiamo superato da un pezzo, siamo ad un punto di non ritorno. È terminato il tempo della fiduciosa attesa di un’inversione di tendenza che sembra non voler arrivare. Noi continuiamo a vigilare sull’operato degli enti pubblici bando per bando e appalto su appalto, segnalando a chi di dovere le incongruenze che riscontriamo”.