Attualità
02
2026
L'estate si preannuncia calda sul fronte collegamenti
di
Gilberto Manfrin
·
N.02 - 2026
La riapertura di Ponte San Ludovico è l'unica nota positiva sul fronte collegamenti
C on l’avvicinarsi della stagione estiva e l’imminente arrivo di migliaia di turisti italiani e stranieri, torna d’attualità il tema delle infrastrutture di collegamento tra il Ponente ligure, il Piemonte e la Francia, che da anni rappresenta una delle principali criticità per il nostro territorio. Le maggiori direttrici viarie che garantiscono i collegamenti strategici da e per il Ponente risultano infatti ancora caratterizzate da situazioni di forte criticità.
A partire dal Tunnel di Tenda, le cui vicende sono diventate il simbolo delle difficoltà infrastrutturali dell’intero Nord-Ovest, con lavori che si protraggono da anni e una viabilità ancora lontana dalla piena normalità. Ma se il Tenda, con tutte le sue difficoltà, è se non altro percorribile, questo non si può dire per l’Armo-Cantarana, opera attesa da decenni e ancora solo sulla carta, nonostante il suo ruolo determinante per migliorare l’accessibilità del territorio imperiese e alleggerire il traffico sulla viabilità ordinaria. Anche la Strada Statale 28 continua a presentare criticità che ne condizionano la piena funzionalità, mentre l’Aurelia bis e il valico di frontiera di Ponte San Ludovico rappresentano forse le uniche note positive in vista di un’altra estate che si preannuncia complessa sul fronte della mobilità tra il basso Piemonte, la Francia e il Ponente ligure. Ma vediamo da vicino la situazione delle opere.
Trasformare la galleria storica del Tenda in un percorso ciclabile e dedicato alla mobilità dolce. Eccola qui l’ultima sul Tenda, ad un anno esatto dalla sua inaugurazione, con lavori - si badi - ancora da ultimare. La proposta del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, magari una boutade, sul destino della vecchia canna del traforo internazionale non poteva lasciare indifferente il territorio. E infatti…apriti cielo. Se alle associazioni ambientaliste, bontà loro, la proposta non può che far piacere, d’altro lato c’è chi non le manda a dire. Si chiede da più fronti di fare chiarezza, in particolare per quanto riguarda uno studio del Politecnico di Torino secondo cui il Tenda bis sarebbe percorribile contemporaneamente in entrambe le direzioni di marcia, cosa oggi non prevista, se non in modalità di cantiere. Di “allargare” il Tenda, in realtà, se ne parlava già nel 2018, a cinque anni dalla consegna dei lavori, quando si era giunti ad uno scavo di poco più di 1.500 metri di nuovo tunnel. L’idea era di allargarlo di appena un metro per permettere gli incroci dei veicoli, rinunciando così al progetto originario di due trafori, deciso da un accordo internazionale firmato nel 2007 da Italia e Francia. Ma di fare marcia indietro, oggi il territorio non ne vuol proprio più sapere. Un’uscita, quella del viceministro Rixi, che non è affatto piaciuta in primis alla provincia di Cuneo e al Comitato di monitoraggio del Tenda rappresentato da Luca Robaldo (presidente della Provincia), dai sindaci Patrizia Manassero (Cuneo), Roberta Robbione (Borgo), Enrica Giraudo (Robilante), Gian Piero Dalmasso (Vernante), Massimo Riberi (Limone) e dal presidente della Camera di Commercio, Luca Crosetto. Univoco il coro: “Rispettare il progetto iniziale, con due canne percorribili dai veicoli”. Sic est. Nel frattempo, mentre ognuno dice la sua, l’appalto per l’adeguamento e l’ampliamento (alesaggio) del vecchio tunnel è ancora in stallo. La gara d’appalto non è stata ancora pubblicata a causa di una mancanza di copertura finanziaria. La decisione finale (?) sulla destinazione sarà presa dalla Commissione intergovernativa Italia-Francia in programma i primi giorni di luglio.
Un anno dopo al punto di partenza
È passato un anno dall’inaugurazione del Tenda bis avvenuta lo scorso 28 giugno: 365 giorni dopo, tredici anni dopo l’avvio dei primi lavori, il Tenda si attraversa ancora in un tunnel a senso unico alternato. Oggi Il tunnel di Tenda è percorribile dal lunedì al venerdì compreso nelle due fasce orarie giornaliere 6.00 - 8.00 e 18.00 - 21.00 mentre il sabato, la domenica e durante i giorni festivi italiani l’apertura è continuativa dalle 6.00 alle 21.00.
Nulla si muove sul fronte Armo-Cantarana, anzi, tutto rallenta. La Regione Liguria, infatti, nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale, non ha giudicato positivamente la documentazione integrativa fornita dall’Anas, depositata dopo un primo diniego al progetto, riscontrando criticità di varia natura, in particolare legate al rispetto della biodiversità, ai necessari interventi di mitigazione/compensazione derivanti dagli impatti sul paesaggio della nuova infrastruttura e alla necessità di verificare la rispondenza del tracciato di progetto con la previsione di tracciato per procedere così ai necessari espropri per i quali dovranno, nel caso, essere avviate le pertinenti procedure urbanistiche e ambientali. In poche parole, l’opera così come pensata oggi, risulta essere troppo impattante. Tutto da rifare.
Lo scorso 3 giugno ha ufficialmente riaperto in entrambi i sensi di marcia (la circolazione resta sospesa nelle ore notturne, dalle 21 alle 6, per completare le ultime lavorazioni, ndr), per la gioia dei ventimigliesi, dei francesi e in particolar modo dei frontalieri, il valico di frontiera di ponte San Ludovico dopo mesi di chiusura per i lavori di manutenzione e adeguamento delle gallerie Balzi Rossi e Dogana condotti da Anas, con un investimento complessivo di circa 12 milioni di euro. La chiusura del valico aveva comportato importanti modifiche alla viabilità della zona di confine, con ripercussioni sia per i residenti sia per i numerosi frontalieri e turisti che quotidianamente transitano tra Italia e Costa Azzurra. Ponte San Ludovico rappresenta infatti uno snodo strategico soprattutto durante il periodo estivo, quando il traffico lungo l’Aurelia aumenta sensibilmente.
Foto di gruppo con le autorità presenti all'inaugurazione del valico di frontiera Ponte San Ludovico a Ventimiglia
Cantieri aperti invece sul viadotto Uveghi lungo la Statale 28 del colle di Nava, in località Pieve di Teco dove l’Anas ha dato ufficialmente il via all’atteso piano di interventi da 7 milioni di euro per il rinforzo strutturale delle travi deteriorate. La prima fase, che dovrebbe chiudersi entro il mese di luglio, è cruciale per permettere il ritorno dei tir (sopra le 7,5 tonnellate), attualmente interdetti per ragioni di sicurezza. Seguirà una seconda fase per il ripristino totale dell’infrastruttura, si spera senza più vincoli di portata.
Dopo anni di attese e rinvii, arriva un nuovo passo avanti per la realizzazione dello svincolo “mancato” dell’Aurelia bis a San Martino. La società concessionaria Concessioni del Tirreno spa ha infatti chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la convocazione della Conferenza dei Servizi decisoria per il progetto della nuova rampa di uscita su via della Repubblica. Un passaggio tecnico, che apre alla possibilità che si arrivi finalmente a un progetto esecutivo e al cantiere nell’arco di circa un anno. Il cronoprogramma prevede 240 giorni di lavori. Non pochi, certo, ma se il risultato finale sarà quello di alleggerire il traffico di Sanremo, in particolare in corso Cavallotti, val la pena attendere 8 mesi. Ritardi permettendo.