Attualità

02
2026

Senza misure strutturali il settore delle costruzioni edili rischia il recesso

di Fabio Rubero · N.02 - 2026
Gila De Villa palù, Presidente della Cassa Edile della provincia di Imperia

N egli ultimi sette anni il settore edile è stato contraddistinto da una crescita straordinaria, in provincia di Imperia così come nel resto d'Italia. Lo dicono i numeri che parlano di risultati eccellenti e probabilmente senza precedenti che hanno avuto il grande merito di fungere da volano per tutta l’economia locale nel delicatissimo passaggio dal pre-Covid alla fase di rilancio post-pandemia.


Ma sarebbe miope e alquanto superficiale considerare acquisiti “a sistema” tali dati perché è del tutto evidente che si tratta di traguardi raggiunti, soprattutto, grazie a misure straordinarie (come il PNRR) che, in assenza di interventi strutturali, verranno drasticamente ridimensionati. La questione dunque è oggi soprattutto politica: quali azioni intraprendere affinché non venga disperso il patrimonio di competenze, occupazione e valore economico costruito in questi anni?



La parabola della crescita: i numeri della Cassa Edile

I dati raccolti dalla Cassa Edile della provincia di Imperia dal 2019 al 2025 fotografano un’ascesa vertiginosa del comparto. Dopo la parziale tenuta del 2020 (anno in cui la massa salari ha perso solo il 5,56% nonostante gli “stop” legati alla pandemia), il settore ha vissuto un vero e proprio boom. Ed è nel biennio 2021-2022 che si è registrata la maggior espansione con un incremento della massa salari del 21,34% e un aumento degli operai attivi del 17,08%. Ma già tra il 2024 e il 2025, i dati hanno iniziato a mostrare un fisiologico assestamento: sebbene la massa salari continui a crescere (+4,19%), il numero di operai attivi registra un incremento quasi nullo (+0,15%), segnale che la spinta propulsiva è in via di esaurimento. Una situazione che la presidente della Cassa Edile imperiese, Gilda De Villa, osserva con estremo realismo. “La tenuta della massa salari - spiega - è in parte ‘drogata’ dagli scatti previsti dal rinnovo del contratto collettivo del 2024, il cui ultimo aumento è scattato proprio a febbraio 2026. Questo valore economico positivo maschera un rallentamento reale delle ore lavorate e una stasi nel numero di addetti”.




Le nubi sul 2026 e il rischio "discesa della parabola"

Con la conclusione dei cantieri legati al PNRR e l'esaurimento dei bonus edilizi (come il Superbonus), il rischio (che diventa certezza in assenza di interventi adeguati) è quello di assistere a una rapida discesa della parabola di crescita. E i primi dati relativi all’anno in corso (iniziato in realtà a ottobre 2025, ndr) in mano a Cassa Edile mostrano già i primi segnali di rallentamento e portano a prevedere che il 2026 sarà il primo anno con un segno meno dopo sei anni di crescita ininterrotta. Inutile sottolineare come l’eventuale crisi del settore non sarebbe solo economica, ma anche sociale, visto che significherebbe dover “lasciare a casa” lavoratori capifamiglia. ”L'edilizia, rimane un settore ‘cuscinetto’ fondamentale per l'occupazione - aggiunge la presidente della Cassa Edile Imperiese - anche perché il lavoro manuale oggi non è ancora sostituibile dall'intelligenza artificiale”.




Le direttrici per il futuro: Infrastrutture, Green e Piano Casa

Per evitare il ridimensionamento, il settore necessita dunque di una strategia sul lungo periodo che esuli dall'emergenza. Secondo la presidente De Villa, le strade da percorrere sono tre:

MANUTENZIONE DELLE INFRASTRUTTURE: La rete autostradale e stradale, costruita tra gli anni '60 e '70, è vicina alla fine del suo ciclo di vita. È indispensabile che ANAS e concessionarie autostradali avviino piani di manutenzione profonda per garantire sicurezza e continuità al territorio.

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO E SVOLTA GREEN: Con un mercato delle nuove costruzioni private ormai saturo, il futuro risiede nell'adeguamento energetico del patrimonio

IL PIANO CASA: Nonostante una prima stesura che appare complessa e ambiziosa, il Piano Casa potrebbe essere un sostegno, a patto che sappia rispondere alle reali necessità abitative (studenti, lavoratori, spostamenti) e non resti solo sulla carta.



L’appello alla politica

Il mondo politico tutto deve dunque avere piena consapevolezza della situazione e adottare nel più breve tempo possibile soluzioni adeguate. “Anche perché - aggiunge la numero uno della Cassa Edile di Imperia - a peggiorare ulteriormente le prospettive del comparto concorrerà il ritorno, a fine anno, dei vincoli del Patto di Stabilità per i Comuni, che limiterà drasticamente la capacità di spesa degli enti locali per le opere pubbliche. “Serve un impegno forte - conclude la presidente De Villa - perché la Cassa Edile stessa potrebbe essere costretta, già dal 2027, a rivedere quelle forme di mutualità (come il supporto per asili nido e scuole estive) che in questi anni hanno protetto le famiglie dei lavoratori. E sia chiaro che non si chiede di finanziare lavori, così, per far lavorare le imprese, ma soprattutto di investire in servizi essenziali per la crescita del territorio e la sicurezza della popolazione”.