Storie ordinarie
03
2026
Una simpatica "testa di cavolo" che è andata avanti e alla fine ce l'ha fatta
di
Anna Pellegrino
·
N.03 - 2026
Elena Rivano ha frequentato il corso “Io Sono Qui” avviato dal Formedil di Imperia
“E ro un po’ una testa di cavolo, si può dire? Un po’ come tutti in pratica. Però ho iniziato ad andare avanti e ce l’ho fatta”. Questa è una frase che dice molto di Elena Rivano e del percorso che ha fatto nei tre anni del corso “Io Sono Qui” di Formedil Imperia. Un percorso pensato per accompagnare giovani con disabilità verso una maggiore autonomia personale e lavorativa, attraverso attività pratiche, laboratori e occasioni per mettersi alla prova. Per Elena il percorso continuerà anche quest’anno con un quarto anno aggiuntivo.
“Mi chiamo Elena, sono di Arma di Taggia e ho fatto il corso di tre anni a Sanremo presso il Formedil”, racconta sorridendo e subito parte con l’elenco delle attività: “Abbiamo fatto tante cose, tutte le attività, tipo relazioni-emozioni, unghie, pizza e tante altre cose”. Alcune le sono rimaste più impresse di altre: “Quella che mi è piaciuta di più quest’anno è stata pizzeria ma anche unghie e relazioni-emozioni”.
Proprio “Relazioni ed emozioni” è uno dei laboratori che Elena ricorda con maggiore interesse. Spiegarlo non è semplicissimo, ma ci prova: “È come lavorare su tutte le emozioni che hai tutti i giorni”. E poi precisa: “Le prof ci aiutavano su tutte le emozioni che avevamo: rabbia, tristezza, gioia, felicità. Tutte queste”. Anche attraverso esercizi semplici, come respirare e poi buttare fuori l’aria. Perché anche imparare a fermarsi, a dare un nome a quello che si prova e a chiedere aiuto può essere una conquista.
Poi c’è la pizzeria, dove Elena ha scoperto che anche qualcosa che sembra semplice può richiedere un po’ di allenamento. “Io sapevo già impastare, però non usare la pala”. E proprio la pala, all’inizio, le dava qualche problema: “Non riuscivo a mettere la pizza sulla pala, però poi ci sono riuscita, alla fine dell’anno ci sono riuscita”. È un piccolo episodio, ma racconta bene il senso del percorso. Non tutto riesce subito. A volte bisogna riprovare. E arrivare a fare da sole qualcosa che prima sembrava difficile diventa una conquista concreta. Succede anche con le unghie. “In prima e in seconda non riuscivo a fare le unghie da sola e adesso invece le so fare”.
Nel terzo anno è arrivata un'esperienza diversa: lo stage alla Fabbrica di Pillow, un grande parco giochi al coperto. Un primo ingresso in un vero ambiente di lavoro. “Durante il corso sono andata a lavorare alla Fabbrica di Pillow”, racconta Elena. “È un luogo dove i bambini possono giocare e divertirsi tantissimo”.
Il primo giorno è iniziato dalle cose più concrete: “Ho subito fatto delle specie di pulizie perché i bambini devono stare in un luogo pulito” racconta. Poi, con il passare del tempo, sono arrivate nuove responsabilità: “Ho aiutato ad organizzare i compleanni, poi ho organizzato tutte le bibite, ho fatto il tavolo, ho messo le bibite sul tavolo, i bicchieri e tutte le altre cose”. Fino alla giornata conclusiva in cui “abbiamo organizzato il tavolo, anche per i piccolini e anche un aperitivo”. Ed è proprio il rapporto con i bambini uno degli aspetti che Elena ha vissuto con più entusiasmo. Alla domanda su che cosa le sia piaciuto di più di quell’esperienza, risponde senza esitazioni: “Stare con i bambini mi dona la felicità, la gioia”. Una risposta semplice, che racconta bene quanto si sia trovata a suo agio in quell’ambiente.
Ma non sono soltanto le attività ad aver lasciato qualcosa a Elena. Anche le persone hanno avuto un ruolo importante. “Con Federica mi sono trovata molto bene. Anche con il prof Rocco” e dei suoi insegnanti dice “Sono stati bravi, sono stati bravi a capire le emozioni che avevo, soprattutto dal primo anno al secondo, in cui ero un po’ una testa di cavolo” ricorda. Per Elena questo è stato importante, soprattutto quando non riusciva a spiegare quello che provava: “Ci hanno aiutato a esprimere le nostre emozioni quando noi non sapevamo capirle”.
E così, anno dopo anno, qualcosa è cambiato. “Il terzo è stato un grande passo avanti. Ho iniziato ad andare avanti, a crescere e ce l’ho fatta”.
Ora il triennio è finito, ma per Elena non significa fermarsi. L’esperienza alla Fabbrica di Pillow ha avuto esiti positivi e, dall’estate 2026, nella stessa struttura è stata attivata per lei una work experience. Non è un punto di arrivo, ma il passo successivo di un percorso che l’ha aiutata a crescere.
E quando le si chiede che cosa vorrebbe fare adesso, la risposta è precisa: “Adesso che ho finito il corso, mi piacerebbe continuare lo stage”. Sempre alla Fabbrica di Pillow? “Sì”, risponde con un sorriso orgoglioso.