Le nostre opere

03
2026

Il fascino elegante del ristorante La Rocca di Ventimiglia

di Fabrizio Pepino · N.03 - 2026
Il ristorante La Rocca presso il porto di Cala del Forte a Ventimiglia

A ridosso del porto di Cala del Forte a Ventimiglia, l’impresa edile Lanteri Olimpio & C. Sas di Ospedaletti ha da poco concluso la costruzione de “La Rocca”, struttura destinata ad accogliere un ristorante 5 stelle che si rivolge soprattutto ad un target di clientela in linea con i proprietari degli yachts ormeggiati a pochi metri di distanza.



Non tutto ciò che è bello è semplice da realizzare

L’intervento, portato a termine nel corso di tre anni di lavoro, è semplice solo all’apparenza, in quanto la sua realizzazione si è rivelata complessa anche per la posizione su cui sorge il nuovo edificio, inerpicato sulle rocce che degradano bruscamente verso il mare. La scarpata a monte poco stabile ha richiesto particolari opere di consolidamento del terreno necessarie per poter realizzare la “scatola” di contenimento della struttura che affonda nel terreno per circa 12 metri.
“I lavori sono iniziati con la demolizione di una piccola costruzione risalente a circa 60 anni fa, collocata proprio dove oggi sorge ‘La Rocca’ – spiega l’imprenditore edile Olimpio Lanteri -, necessaria per fare spazio al progetto dell’architetto Marco Filippo Alborno di Bordighera, che ha inserito molto bene il nuovo edificio nel contesto generale, tanto che la nuova costruzione non disturba la tranquillità del luogo su cui insiste. I rivestimenti in pietra “puddinga” richiamano fedelmente il contesto naturale”.



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Sicurezza, stabilità e preziosismi architettonici

Dal terrazzo superiore, da cui si gode una vista spettacolare, non solo sul porto ma su tutta la costa fino alla vicina Francia e a Monaco, è ben visibile l’intervento di messa in sicurezza del versante a monte con la realizzazione di un canalone di raccolta e scarico a mare delle acque piovane, molto ben mimetizzato nel paesaggio nonché l’opera di imbrigliatura con reti e chiodi della parete in roccia che si sporge sopra la passeggiata delle Calandre. Il sentiero delle Calandre è stato restaurato adattandosi al nuovo edificio. Fiore all’occhiello del nuovo edificio è la cupola del volume circolare di copertura delle scale posto sulla sommità dell’edificio, la cui importanza architettonica è data dal rivestimento in piastrelle di ceramica colorate e fatte a mano, la cui posa non si è rivelata per nulla semplice. Un elemento che impreziosisce l’edificio.


Alcune fasi dei lavori


Il locale tecnico, cuore pulsante dell’edificio

Al piano “meno uno”, invece, si trova il cuore pulsante dell’intero edificio, in quanto ospita, oltre ai servizi per i dipendenti, il locale tecnico da cui partono gli impianti per l’acqua sanitaria e del riscaldamento, ma soprattutto il sistema di climatizzazione dell’intero edificio.
Gli impianti, sia elettrici che meccanici, di ultima generazione, sono stati progettati e realizzati, così come tutto l’edificio, nel rispetto delle più attuali norme per il risparmio energetico.


I dettagli fanno la differenza

Il rivestimento con la pietra locale "puddinga"

Il pilone inclinato che sostiene la terrazza a sbalzo

Una suggestiva veduta aerea di un evento notturno


La scelta vincente della “puddinga” per l’impatto ambientale

Scendendo ancora si arriva al piano della banchina, circa un metro sopra il livello del mare. Uscendo dall’edificio a questo livello, è particolarmente evidente come il progetto abbia rispettato le aspettative di non impattare sull'ambiente esistente.
Anche qui “la differenza la fa soprattutto il rivestimento di ‘puddinga’, una pietra locale che mescolata con dei ciotoli produce fedelmente il contesto generale - conclude Lanteri -. Alzando lo sguardo non si può non notare un’ampia terrazza a sbalzo realizzata con struttura metallica sostenuta da un pilone inclinato, soluzione che ha implicato una certa complessità progettuale e costruttiva ma che, ancora una volta, conferma la particolarità del progetto”.